Commend weltweit

Region wählen

  • Commend Austria & CEEAustria & Central Eastern Europe (CEE)
  • Englisch
  • Commend AdriaCroatia, Bosnia-Herzegovina, Serbia
  • Englisch
  • Commend NordicDenmark, Finland, Iceland, Norway, Sweden
  • Englisch
  • Commend NordicDenmark, Finland, Iceland, Norway, Sweden
  • Englisch
  • Commend HungaryYour local partner for Hungary
  • Hungarian
  • Commend NordicsDenmark, Finland, Iceland, Norway, Sweden
  • Englisch
  • Commend NordicDenmark, Finland, Iceland, Norway, Sweden
  • Englisch
  • C&C PartnersPoland, Estonia, Latvia, Lithuania
  • Englisch
  • Commend Austria & CEEAustria & Central Eastern Europe (CEE)
  • Englisch
  • Commend Austria & CEEAustria & Central Eastern Europe (CEE)
  • Englisch
  • Commend NordicDenmark, Finland, Iceland, Norway, Sweden
  • Englisch
  • Commend Austria & CEEAustria & Central Eastern Europe (CEE)
  • Englisch
  • Commend Middle EastUAE, Levant, GCC
  • Englisch
  • Commend Middle EastSaudi Arabia, Levant, UAE
  • Englisch
  • Commend Middle EastUAE, Levant, GCC
  • Englisch
  • Commend InternationalGlobal Website
  • Englisch
  • Commend SGPIndonesia, Malaysia, Philippines, Singapore, South Korea, Taiwan, Thailand
  • Englisch
  • Commend AustraliaAustralia, New Zealand
  • Englisch
  • Commend Middle AsiaKazakhstan, Kyrgyzstan, Tadzhikistan, Turkmenistan and Uzbekistan
  • Russisch
  • Commend AustraliaAustralia, New Zealand
  • Englisch
  • Commend SGPIndonesia, Malaysia, Philippines, Singapore, South Korea, Taiwan, Thailand
  • Englisch
  • Commend SGPIndonesia, Malaysia, Philippines, Singapore, South Korea, Taiwan, Thailand
  • Englisch
  • Commend SGPIndonesia, Malaysia, Philippines, Singapore, South Korea, Taiwan, Thailand
  • Englisch
  • Commend Middle AsiaKazakhstan, Kyrgyzstan, Tadzhikistan, Turkmenistan and Uzbekistan
  • Englisch
  • Commend Middle AsiaKazakhstan, Kyrgyzstan, Tadzhikistan, Turkmenistan and Uzbekistan
  • Englisch

Intercom security: come le comunicazioni sicure proteggono l’ambiente di lavoro

Quando qualcuno chiede accesso a un’area riservata, l’operatore deve capire chi ha davanti, verificare il motivo della visita e decidere se autorizzare l’ingresso. Tutto questo può avvenire a distanza, attraverso un sistema interfonico. La sicurezza di quella decisione dipende quindi anche dall’affidabilità delle informazioni ricevute e dalla protezione del comando che apre il varco.

Lo stesso vale per una richiesta di soccorso: la comunicazione deve raggiungere chi può intervenire, restare comprensibile e funzionare anche nelle condizioni previste dal piano di emergenza. L’intercom security comprende le misure con cui i sistemi interfonici contribuiscono alla protezione di persone e ambienti, insieme alla sicurezza dei dispositivi, delle comunicazioni e delle funzioni di controllo.

Per un’azienda questo significa considerare l’impianto come parte dell’infrastruttura di sicurezza, per avere consapevolezza di ciò che accade dalla chiamata iniziale fino alla risposta dell’operatore e all’eventuale azione sui sistemi collegati.

Dalla comunicazione alla gestione degli accessi

L’integrazione fra sistemi interfonici, videosorveglianza e controllo accessi permette di associare una richiesta alle informazioni necessarie per gestirla. Un operatore può parlare con il visitatore, visualizzare la telecamera pertinente e autorizzare il passaggio secondo le procedure aziendali. È uno degli ambiti che spieghiamo nella pagina dedicata alla protezione dell’ambiente di lavoro attraverso l’intercom security.

Pensiamo, per esempio, a un manutentore che arriva fuori orario. Il collegamento audio e video aiuta a verificare la richiesta, mentre l’autorizzazione deve seguire le regole previste per quell’edificio e per quella fascia oraria. La verifica visiva aggiunge informazioni alla decisione; l’identificazione e i permessi richiedono comunque procedure definite.

Nel progetto occorre quindi stabilire quali operatori possano comandare ciascun varco, come gestire le chiamate senza risposta e cosa debba accadere se una componente dell’infrastruttura diventa indisponibile. Scelte che rendono utilizzabili le funzioni di sicurezza nella quotidianità.

Crittografia: proteggere voce e segnalazione

Un sistema interfonico basato su protocollo IP trasporta informazioni differenti: il contenuto della conversazione, i messaggi che instaurano la chiamata, i flussi video e i dati scambiati dalle interfacce di gestione. La protezione deve essere verificata per ciascun flusso e per ogni tratto della comunicazione.

Nel sistema Symphony Cloud, Commend utilizza connessioni SIP su TLS per la segnalazione, SRTP per la voce e certificati X.509 per autenticazione e cifratura. Sono funzioni da verificare sulla specifica combinazione di dispositivi, software e integrazioni scelta per il progetto. 

SRTP, definito dalla RFC 3711, può fornire riservatezza, autenticazione dei messaggi e protezione contro la ritrasmissione fraudolenta di pacchetti già acquisiti. La protezione della segnalazione e quella del contenuto audio svolgono dunque funzioni complementari.

Questo ha una conseguenza pratica: quando l’impianto dialoga con un centralino o con sistemi di terze parti, occorre controllare quali protezioni rimangano attive lungo il collegamento. La presenza della crittografia fra le caratteristiche di un terminale va accompagnata dalla verifica della configurazione effettivamente utilizzata.

Autenticazione e protezione dei terminali

L’autenticazione riguarda sia le persone che amministrano il sistema sia i dispositivi ammessi alla rete. Per gli operatori, una buona configurazione prevede credenziali individuali e autorizzazioni coerenti con le mansioni. Chi gestisce le chiamate, per esempio, può aver bisogno di comandare determinati ingressi senza poter modificare le impostazioni dell’intero impianto.

Sul piano tecnico, i sistemi utilizzano misure di sicurezza come l’autenticazione di rete IEEE 802.1X, la segmentazione tramite VLAN, il cambio obbligatorio delle credenziali iniziali e la rilevazione dei tentativi di accesso ripetuti. Per i dispositivi esposti sono previste, secondo modello e configurazione, protezioni antimanomissione e l’IP Secure Connector, che può interrompere automaticamente il collegamento di rete in caso di manipolazione. 

Un terminale installato all’esterno è infatti accessibile anche fisicamente. Nel progetto vanno considerati il cablaggio raggiungibile, la posizione degli elementi che comandano l’apertura e la reazione a un tentativo di manomissione. Occorre inoltre definire come segnalare quell’evento alla control room e come mantenere disponibili le comunicazioni necessarie.

Audit trail: ricostruire le chiamate e le azioni

L’audit trail è la traccia degli eventi che permette di ricostruire una sequenza operativa. In un impianto interfonico interessa sapere da dove sia partita una chiamata, quando sia stata presa in carico e quale operatore l’abbia gestita. Se il sistema è integrato con il controllo accessi, il sistema può prevedere anche la correlazione con gli eventi relativi ai varchi.

Il modulo ComREPORT di Commend Studio documenta gli eventi del sistema e offre statistiche sulle chiamate, sui tempi di attesa e sulle attività degli operatori. Questi dati aiutano a individuare punti di chiamata con attese ricorrenti o fasce orarie che richiedono una diversa organizzazione del servizio. 

La registrazione degli eventi e la registrazione audio sono funzioni distinte. Per rendere utile la traccia operativa, conviene definire quali eventi conservare, sincronizzare gli orologi dei sistemi coinvolti e stabilire chi possa consultare o esportare i dati. Il livello di dettaglio deve essere coerente con le finalità del servizio.

ISO 27001 e IEC 62443: cosa attestano

Le certificazioni aiutano a valutare il fornitore, purché se ne comprenda il perimetro. ISO/IEC 27001 riguarda il sistema di gestione della sicurezza delle informazioni dell’organizzazione: definisce requisiti per governare i rischi e proteggere il patrimonio informativo 

IEC 62443-4-1 riguarda invece i processi di sviluppo sicuro dei prodotti destinati ai sistemi di automazione e controllo industriale. Include la definizione dei requisiti di sicurezza, progettazione, implementazione, verifica, gestione delle vulnerabilità e delle patch, fino al fine vita del prodotto. L’IEC precisa che questi requisiti si applicano a chi sviluppa e mantiene il prodotto.

Commend offre un sistema di gestione certificato ISO 27001 e un processo di sviluppo certificato da TÜV SÜD secondo IEC 62443-4-1. Queste evidenze qualificano l’organizzazione e il metodo di sviluppo del fornitore; la sicurezza dell’impianto installato richiede anche configurazione, integrazione e manutenzione coerenti. 

Verificare la sicurezza sul campo

Un progetto di intercom security dovrebbe arrivare al collaudo con scenari reali e verificati: una richiesta fuori orario, una chiamata senza risposta, un terminale manomesso, la perdita di un collegamento. Per ciascuno occorre verificare la reazione del sistema, le informazioni disponibili all’operatore e le possibilità di ripristino.

Durante l’esercizio, aggiornamenti e modifiche alle integrazioni richiedono la stessa attenzione. Commend mette a disposizione un Security Advisory Program per la divulgazione coordinata delle vulnerabilità e delle relative informazioni di gestione. 

La qualità della protezione emerge quindi nella capacità di mantenere affidabile l’intero flusso: ricevere la richiesta, valutarla, intervenire e ricostruire ciò che è accaduto. È su questa continuità, verificabile nel funzionamento quotidiano, che un sistema interfonico contribuisce alla sicurezza dell’ambiente di lavoro.