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Dispositivo di Emergenza per Ascensori: Conformità EN 81-28 con Commend

La scelta di un dispositivo emergenza ascensori conforme alla EN 81-28 richiede quindi una valutazione tecnica precisa. Non basta che il dispositivo invii una chiamata. Deve permettere la comunicazione bidirezionale, fornire indicazioni chiare all’utente, essere collegato a una sala controllo o a un centro di ricezione presidiato, supportare procedure di test e consentire la verifica funzionale dei componenti principali. Le soluzioni Commend per le chiamate di emergenza ascensore, in particolarei terminali della serie LIFT, rispondono a questa impostazione con una piattaforma interfonica progettata per integrare sicurezza, intelligibilità audio, automonitoraggio e gestione centralizzata.
 

EN 81-28: cosa richiede agli allarmi per ascensori

La UNI EN 81-28:2022 definisce i requisiti tecnici dei sistemi di allarme per ascensori destinati al trasporto di persone e merci. Il campo di applicazione riguarda aspetti operativi molto concreti: attivazione dell’allarme, trasmissione della chiamata, informazioni per l’uso e la manutenzione, prova in situ prima della messa in servizio dell’ascensore. Il punto tecnico da cui partire è che il sistema deve essere pensato per gestire il rischio di intrappolamento dell’utente nella cabina o nel vano, cioè una condizione in cui la comunicazione con l’esterno diventa parte della sicurezza dell’impianto.

In termini progettuali, questo significa che il dispositivo di emergenza deve essere valutato sia per la sua capacità di comporre una chiamata, sia soprattutto l’intero ciclo di gestione dell’evento. L’utente deve poter attivare l’allarme in modo intuitivo. Il sistema deve trasmettere la richiesta verso un soggetto in grado di rispondere. L’operatore deve poter identificare l’origine della chiamata, verificare la situazione tramite comunicazione vocale e attivare la procedura prevista. Il gestore dell’impianto, infine, deve poter dimostrare che il sistema è stato testato, mantenuto e configurato secondo i requisiti applicabili.

È qui che la differenza fra un semplice combinatore telefonico e un sistema interfonico evoluto diventa evidente. Nel primo caso la chiamata è l’unica funzione realmente percepibile. Nel secondo caso la comunicazione viene inserita in una piattaforma più ampia, capace di gestire stato del terminale, instradamento delle chiamate, monitoraggio funzionale, integrazione con sale controllo e collegamento con servizi esterni.

Audio bidirezionale: il requisito tecnico che incide sulla gestione dell’emergenza

Il primo elemento operativo di un sistema di allarme ascensore è la comunicazione audio bidirezionale. In una situazione di blocco, la persona in cabina deve poter parlare con un operatore senza dover usare un telefono personale, senza conoscere numeri da chiamare e senza compiere azioni complesse.

i terminali della serie LIFT di Commend sono progettati proprio per la trasmissione vocale in ascensore. Utilizza qualità audio a 16 kHz per favorire l’intelligibilità della fonia e supporta funzioni DSP come OpenDuplex, Audio Monitoring e monitoraggio delle funzioni. OpenDuplex consente una conversazione vivavoce naturale, riducendo l’effetto “premi e parla” tipico di soluzioni meno evolute. In una cabina ascensore, dove l’utente può essere agitato o non avere familiarità con il dispositivo, questa caratteristica aiuta a mantenere il dialogo più fluido.

La qualità audio è un aspetto tecnico, ma produce effetti operativi diretti. L’operatore deve capire cosa sta accadendo, distinguere una richiesta di assistenza ordinaria da una condizione sanitaria o da una situazione di panico, fornire istruzioni comprensibili e mantenere il contatto fino all’arrivo del personale incaricato. Una fonia poco chiara può generare incomprensioni, ripetizioni, aumento dello stress e ritardi nella qualificazione dell’evento.

Verifica della posizione: identificare con precisione la cabina chiamante

Nel contesto degli ascensori, la “posizione” non deve essere intesa come localizzazione generica, ma come identificazione precisa del terminale, dell’impianto e della cabina da cui parte la chiamata. In edifici con più ascensori, complessi direzionali, ospedali, parcheggi multipiano, campus o stabilimenti industriali, questo aspetto è essenziale per evitare ambiguità operative.

Un sistema interfonico integrato permette di associare ogni chiamata a un punto specifico dell’infrastruttura. La sala controllo può quindi ricevere la richiesta con le informazioni necessarie per individuare il terminale, l’ascensore interessato e, dove previsto dall’architettura del sistema, l’area dell’edificio o il piano di riferimento. Questa informazione consente di inoltrare correttamente l’intervento al manutentore, al presidio tecnico interno, alla security o ai servizi di emergenza esterni.

La verifica della posizione ha anche un valore documentale. Se il sistema registra eventi, stati e chiamate, il gestore può ricostruire l’accaduto, verificare tempi di risposta e analizzare eventuali criticità della procedura. In ambienti complessi, questa capacità aiuta a passare da una gestione reattiva della singola emergenza a un modello di miglioramento continuo del servizio.

Integrazione con sala controllo e risposta 24/7

Un dispositivo di emergenza per ascensori conforme deve essere collegato a un’organizzazione in grado di rispondere. La tecnologia, da sola, non garantisce il risultato se non è inserita in una procedura presidiata. Per questo l’integrazione con una sala controllo locale, un centro di supervisione remoto o una control room multi-sito è una parte determinante del progetto.

Le soluzioni Commend permettono di far convergere le chiamate provenienti dagli ascensori all’interno di una piattaforma di comunicazione più ampia. In questo modo le richieste possono essere gestite insieme ad altri flussi di sicurezza dell’edificio, come help point, ingressi, varchi, spazi calmi, parcheggi, locali tecnici o postazioni operative. La sala controllo può ricevere, classificare, instradare e documentare le chiamate, evitando che ogni sottosistema lavori in modo separato.

Connessione con servizi di emergenza esterni

La chiamata ascensore non termina necessariamente all’interno dell’edificio. In molti scenari, la sala controllo deve poter coinvolgere manutentori, reperibili tecnici, personale di sicurezza, squadre interne o servizi di emergenza esterni. Questa connessione deve essere gestita con procedure definite, perché la qualità dell’intervento dipende dalla capacità di trasferire informazioni corrette: edificio, ascensore, numero di persone coinvolte, condizioni dell’utente, eventuali rischi aggiuntivi, accessi disponibili per i soccorritori.

L’integrazione con reti telefoniche e sistemi VoIP permette di collegare il sistema interfonico con destinatari esterni, mantenendo però la sala controllo come punto di coordinamento. Questo modello è particolarmente utile negli edifici complessi, dove il servizio esterno ha bisogno di indicazioni operative puntuali per raggiungere l’area corretta. In un ospedale, in un parcheggio, in un centro direzionale o in uno stabilimento, sapere da quale ascensore arriva la chiamata può ridurre tempi morti e passaggi intermedi.

È importante sottolineare che il collegamento con servizi esterni non sostituisce la progettazione delle procedure. Il sistema deve essere configurato in base al piano di emergenza dell’organizzazione, alle responsabilità del gestore, agli accordi con manutentori e presidi tecnici, alla disponibilità effettiva degli operatori. La tecnologia Commend fornisce l’infrastruttura di comunicazione; l’efficacia dell’intervento dipende anche dalla chiarezza del processo.

Il terminale Commend per ascensori conforme UNI EN 81-28

LIFT è la serie di terminali Commend per chiamate di emergenza ascensore conformi alla EN 81-28. I dispositivi sono pensati per l’integrazione nella cabina e combina pulsante di chiamata, feedback visivo, comunicazione vocale e monitoraggio funzionale.

Tra le caratteristiche più rilevanti troviamo il controllo automatico del pulsante di chiamata d’emergenza, il pulsante retroilluminato con simbolo “campana” in rilievo, l’integrazione diretta di pittogrammi, linguaggio e simboli di attesa, gli ingressi e le uscite integrati per il collegamento con sistemi terzi o per l’attivazione di azioni. Il terminale supporta inoltre funzioni audio evolute, comunicazione vivavoce, monitoraggio del microfono e dell’altoparlante, Audio Monitoring e distanza di conversazione fino a 7 metri.

In una logica di sistema, LIFT può essere integrato con server interfonici Commend come GE 800, GE 300 o VirtuoSIS, in base all’architettura scelta. Questo consente di inserire la chiamata ascensore in un’infrastruttura più ampia, capace di gestire comunicazioni ordinarie, emergenze, instradamenti, registrazioni, interfacce con sistemi di terze parti e collegamenti verso postazioni operative locali o remote.

Procedure di test: dalla conformità formale alla disponibilità operativa

La EN 81-28 richiama la necessità della prova in situ per verificare il rispetto dei requisiti prima dell’utilizzo dell’ascensore. Dal punto di vista operativo, il test deve essere interpretato come parte di una procedura di gestione della disponibilità del sistema. Un terminale di emergenza deve poter funzionare nel momento in cui serve, anche dopo mesi di inattività apparente.

Una procedura tecnica coerente può includere queste fasi:

  • verifica dell’attivazione del pulsante di emergenza e del relativo feedback luminoso o visivo;
  • controllo dell’instradamento della chiamata verso sala controllo, presidio remoto o destinatario configurato;
  • prova della comunicazione audio bidirezionale, con verifica dell’intelligibilità in cabina;
  • conferma dell’identificazione del terminale chiamante e dell’associazione con l’ascensore corretto;
  • verifica dei pittogrammi e dei messaggi di stato disponibili all’utente;
  • controllo del monitoraggio funzionale di microfono, altoparlante, pulsante e linea, dove previsto;
  • registrazione dell’esito del test e gestione delle eventuali anomalie tramite manutenzione correttiva.

La presenza di funzioni automatiche, come il controllo del pulsante e il monitoraggio delle funzioni, riduce il carico operativo sul gestore e sul manutentore. Questo non elimina la necessità di verifiche periodiche, ma permette di intercettare più rapidamente guasti o degradi funzionali. In un impianto tradizionale, un problema sul dispositivo potrebbe essere scoperto solo durante un test manuale o, peggio, durante un’emergenza. In un sistema monitorato, invece, l’anomalia può essere segnalata prima che comprometta il servizio.

Perché integrare le chiamate ascensore nella piattaforma di sicurezza dell’edificio

L’ascensore oggi è parte di un ecosistema tecnico più ampio. È collegato ai flussi di accesso, alla gestione dei piani, alla mobilità interna, alle procedure di evacuazione assistita, ai parcheggi, ai locali tecnici e alla security. Per questo le chiamate di emergenza ascensore non dovrebbero rimanere confinate in una soluzione separata, difficile da monitorare e da coordinare con il resto dell’infrastruttura.

Commend propone una visione integrata: terminali per ascensori, postazioni operatore, server interfonici, collegamenti SIP, sistemi di visualizzazione, eventuale registrazione degli eventi e integrazione con piattaforme di terze parti. Il vantaggio è la coerenza operativa. L’operatore non deve consultare sistemi separati per capire dove si trova l’evento, chi deve intervenire e quale procedura applicare. La chiamata entra in un ambiente di gestione centralizzato, con priorità, escalation e informazioni di contesto.

Dispositivo di emergenza per ascensori: una scelta tecnica e organizzativa

Scegliere un dispositivo di emergenza per ascensori significa definire come l’edificio gestisce una delle situazioni più delicate per gli utenti: il blocco in cabina. La conformità EN 81-28 è il punto di partenza, ma la qualità del sistema dipende anche da progettazione, integrazione, monitoraggio, procedure e capacità di risposta.

Con la serie LIFT, Commend offre un terminale progettato per comunicazioni di emergenza in ascensore, con pulsante controllabile automaticamente, pittogrammi integrati, qualità audio a 16 kHz, funzioni DSP, monitoraggio funzionale e possibilità di integrazione con la piattaforma interfonica Commend. In questo modo la chiamata di emergenza entra in un sistema di gestione più ampio, collegato alla sala controllo, ai presidi tecnici e, quando necessario, ai servizi di emergenza esterni.